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La crisi economica post-Coronavirus, chi saranno le vittime e chi i nuovi vincitori?

di Kirieleyson – La seconda guerra mondiale ha causato decine di milioni di morti e devastanti distruzioni, ma ha tuttavia avuto un risvolto che ha giocato in modo favorevole per la ripresa economica: dopo era tutto da ricostruire e così alla fine del conflitto l’economia ha galoppato per decenni.

Non è un caso che i paesi che hanno avuto il maggiore sviluppo industriale nel mondo sono stati proprio quelli che la guerra l’avevano persa: la Germania, il Giappone e l’Italia.

Per quanto riguarda il nostro paese, inoltre, c’è da aggiungere che nel 1945 l’Italia non godeva di rendite di posizione e gli Italiani, cui nel frattempo era passata la sbronza fascista, con i piedi ormai pesantemente per terra, anzichè che continuare a dare le colpe agli altri, si sono dati da fare per migliorarsi. E ciò perché non avevano nulla da perdere.

Il dopo coronavirus non prevede invece ricostruzioni, la produzione industriale nazionale ormai da tempo è stata spostata altrove e, in aggiunta, la maggiore preoccupazione della gente, non è tanto quella di migliorarsi, bensì quella di perdere ciò che ha.

Ogni crisi economica non è neutra: lascia sul terreno vittime e produce anche nuovi vincitori.

Le vittime stanno già evidenziandosi: sono, in primo luogo, quelle attività che non riusciranno a sostenersi finanziariamente per il tempo necessario per la rinormalizzazione delle abitudini.

Poi ci sono tutte quelle attività le cui criticità la crisi sanitaria ha di fatto solo fatto emergere, in quanto già compromesse dai cambiamenti da tempo in atto.

Chi saranno i vincitori invece, lo sapremo strada facendo. Ma con ogni probabilità, oltre ad alcuni, che senza grandi meriti, si sono ritrovati per caso dalla parte giusta al momento opportuno, ci saranno coloro i quali, anzichè che piangersi addosso, si adopereranno per rinnovarsi.

 

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